Ti ho riposto…

Ti ho riposto
in un cassetto del mio cuore
sono stanco di affondare
non ne ho più le forze

Devo riprovare a vivere
ho bisogno di respirare
se non voglio morire
dopo tanto dolore

Ho incontrato l’amore
e non me ne sono accorto
chiuso com’ero
dentro alle mie lacrime
ricoperte di vino

Ti ho riposto
in un cassetto
ma sarai sempre
nel mio cuore

20/06/2015

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Ho chiuso gli occhi…

Ho chiuso gli occhi, per un attimo, e in quell’ attimo l’ ho rivista che mi sorrideva radiosa e mi diceva ti porto a vedere le stelle. Ho sperato di non riaprirli più, di morire accompagnato dal suo sorriso. Impossibile, troppa grazia, io vivo, nonostante tutto io vivo. Se è vero che i sogni aiutano a vivere allora io vivo perché il mio sogno è morire.

da Cosa ti aspetti da me?

di Lorenzo Licalzi

Mi sono sempre piaciute le stazioni…

Mi sono sempre piaciute le stazioni.

Immaginare le storie della gente, immaginare il perché dei loro viaggi, le destinazioni.
C’è chi parte per lavoro, chi per diletto, chi magari parte per andare incontro ad un amore e chi invece parte per scappare da un amore che non è più, chi per ricominciare una nuova vita, chi per tornare alla vecchia.

Mi piace immaginare anche le storie, anche quelle di disperazione di quelli che nelle stazioni ci vivono.

Le stazioni sono più vere degli aeroporti, sono più sincere… le stazioni, sono alla portata di tutti.

13/05/2013

Non c’è un limite…

Non c’è un limite al dolore, pensa Ida,non c’è fine, Faustino, e a me mi sembra di non avere più lacrime, le sembra, il dolore, una cassapanca di legno scuro riempita così tanto che non si chiude più.

da Dove finisce Roma

di Paola Soriga

Vi invidio…

Vi invidio…
invidio la vostra gioia
la vostra voglia che avete sempre
di sorridere alla vita

io…
non ce la faccio
invidio la vostra forza
di reagire, di combattere…

Vi invidio…
invidio quella forza
che mi manca
quella gioia
che non riesco più a provare

15/09/2011

Solo. E nel silenzio…

Solo. E nel silenzio. Ero avvolto da ghirlande di stelle. Dalla volta che disegnavano nel cielo nero. E dal riflesso sul mare. Unico movimento quello della mia barca che galleggiava sull’ acqua.

Restai così senza muovermi. Con gli occhi chiusi. Fino a quando, finalmente, sentii sciogliersi quel groppo di disgusto e di tristezza che mi opprimeva. Qui, l’ aria fresca restituiva al mio respiro il suo ritmo umano. Libero dalla sua lunga angoscia di vivere e morire.

da Solea

di Jean Claude Izzo

Sopravvivere a te…

Sopravvivere a te

è un dolore infinito

un dolore che non si può

ne spiegare ne capire

Sopravvivere a te

è come avere uno

dieci cento mille coltelli

piantati nel cuore 

e nella testa

Il tempo non è più tempo

i minuti diventano ore

le ore giorni, i giorni anni

I pianti

le urla le lacrime

non placano

questa sofferenza

 

Pescara – 12/11/2010


Vorrei passare la mia vita…

Vorrei passare la mia vita

a guardare il mare

consumato dal sole e dal vento

dalla luna e dalle stelle

nel posto che ho scelto

per andare a morire

Guardare il mare

e pensare e leggere e scrivere

e bere e fumare e pensare…

a questa vita…

cosi strana…cosi breve

cosi vuota eppure cosi piena…

di rimpianti di rimorsi di ricordi

di emozioni e sentimenti

di bottiglie e sigarette

di lacrime e di baci

di carezze e di spilli nel cuore

Guardare il mare

e pensare…a questa vita

che mi ha tolto tutto

e non mi ha lasciato niente

23/07/2010

E non riesco a cacciare…

E non riesco a cacciare

questa tristezza che mi attanaglia

che mi invade, che mi perseguita

che crea questo senso di vuoto

che tormenta l’ anima

 

Come spilli puntati nel petto

come spine conficcate nelle mani

vivere cosi…

nel ricordo di cio’ che e’ stato

 

08/06/08 – Pescara