Oramai non ho…

Oramai non ho
non voglio
avere ormai piú domande
Oramai non ho
non voglio
avere ormai piú risposte
dovrei sedermi in una barca
e sperare che finisca

Idea Vilariño

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L’odore del dolore

L’odore del dolore

Che odore ha il dolore?
Come il freddo, la solitudine, la paura
o la morte,
anche il dolore ha un odore.
Tante volte ho provato a decifrarlo
ma si nasconde, si diluisce,
si camuffa. Offre piste fasulle.
Ha qualcosa di canfora, di chiuso, di rancido,
qualcosa di narcotico,
potrebbe essere alcool, adrenalina o mercurio,
come potrebbe essere ammoniaca,
vertigine o nausea.
Porta stimmate di chiarezza ulcerata,
poggia senza essere visto sulle sedie
e oscilla osceno sulle grucce della tristezza.
Poiché esiste, odora; sì, il dolore odora
nelle occhiaie violacee, nei calici dell’insonnia
e nelle cicatrici paonazze dell’attesa
o dell’angoscia.
Odorano i corpi nel dolore,
odorano la febbre e l’ombra
come odorano la stanchezza, la miseria o la fame.
Odora il dolore e ci opprime
la bocca uno spago,
una spugna nella gola,
quando riconosciamo nitido, pungente,
riconoscibile e insieme indecifrabile,
il suo aroma.

Xulio Lòpez Varcàcel

La solitudine…

La solitudine
è un tarlo
che ti svuota dentro
di te non resta
che un effimero involucro
a celare il nulla
di ciò che è rimasto
di questo corpo vuoto
di sentimenti e carne
che ostinatamente trascini
lungo i bordi di questa vita
e la tua assenza amplifica
questo dolore sordo
mi vestirò a festa
il giorno del mio funerale

16/08/2015

Poi ci sono gli amori…

Poi ci sono gli amori che esplodono come una bomba, facendo terra bruciata tutt’intorno. Nascono e muoiono senza nemmeno lasciarti il tempo di capire che cosa stia succedendo e, a volte, lasciano ferite impossibili da rimarginare. Allora ti aggiri per anni tra le macerie di ciò che avevi vissuto come la tua unica opportunità di essere felice, e non riesci a credere di essere ancora vivo.

da Sei la mia vita
di Ferzan Ozpetek

L’amore insensato…

L’amore insensato che provo per lui rimane per me un insondabile mistero. Non so perché lo amassi al punto di voler morire della sua morte. Ero lontana da lui da dieci anni, quando è successo e pensavo a lui solo di rado. Come se lo amassi per sempre e niente di nuovo potesse succedere a questo amore. Avevo dimenticato la morte

da L’amante

di Marguerite Duras

Ausencia…

Ausencia

Quando penso a te il dolore ritorna e mi schiaccia come fanno i bambini con le formiche. La tua assenza è il mio castigo. Anche se so che non posso incontrarti, percorro giorno e notte il labirinto. E dentro il mio stupido cuore il desiderio di vederti cresce e cresce come un tumore di velluto. La tua assenza segna il ritmo delle mie ore e della mia insonnia. Ho scordato il mio nome, ho scordato qualsiasi cosa non sia legata a te. La morte mi porta via inarrestabile e non vorrei morire senza vedere prima nei tuoi occhi il valore dell’inverno. La vita è corta ma le ore sono infinite. La tua assenza mi circonda, mi annega, mi lacera. La tua assenza è il mio unico peccato e la mia condanna più grande. La tua assenza è il bacio invisibile dell’ansia, l’estate scura, le carezze invisibili. Le nubi passano, le parole si estinguono, il dolore rimane. Il dolore è il mio cane fedele, il guardiano implacabile di questo atroce carcere, di questa cella senza pareti nella quale sono confinato. Sento la tua bocca che sfiora la mia e fugge fino in capo al mondo. La tua immagine si forma e si deforma nella mia mente, le forze mi abbandonano e solo il dolore mi sostiene. Il dolore è il mio unico sollievo. Cerco il dolore come gli insetti cercano la luce che brucia la loro anima. La vita ti distrugge in qualche luogo remoto e la mia memoria perfeziona ognuno dei tuoi tratti. Sei come sempre l’incandescenza e la lacrima, la padrona impossibile delle mie emozioni. Prima di sognare l’amore, sognavo già te. Sei fatta del mio sangue e del mio nome. So che anche se gridassi non verrai, che la tua assenza invaderà le mie ossa e cancellerà la mia immagine dalla mente di tutti quelli che mi hanno conosciuto e hanno giurato di ricordarmi. Oggi è un giorno soleggiato, sono alla deriva in un bosco di pini. Non so come sono arrivato qui. Sto aspettando un segnale, un avvenimento segreto. Immobile sopra l’erba.

Efraim Medina Reyes