Non ho voglia…

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare

Giuseppe Ungaretti

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Lo so.

Lo so. So che non incontrerò mai più niente né nessuno che m’ispiri alla passione. Lo sai, mettersi ad amare qualcuno, è un’impresa. Bisogna avere un’energia, una generosità, un accecamento…
C’è perfino un momento, al principio, in cui bisogna saltare un precipizio: se si riflette non lo si fa. Io so che non salterò mai più.

da La nausea
di Jean Paul Sartre

Le donne che hai amato…

Le donne che hai amato ti restano addosso, sono macchie della pelle, indelebili. Di più: sono rughe sul volto, dolori articolari, carie. Il tempo ti si deposita addosso, le esperienze, i ricordi, i crolli, le ricostruzioni. Siamo carte geografiche ambulanti, di carne e sangue, ricordi di storia e di vita. Il tuo passato lo indossi come un abito tagliato su misura. E tu sei il sarto e il cliente.

da I materiali del killer

di Gianni Biondillo

E non dovete pensare…

E non dovete pensare che io abbia esagerato, per amor di Dio, non pensatelo proprio, Nasten’ka, perché a volte mi assalgono momenti di tale angoscia, di tale angoscia!… In quei momenti io comincio già a credere che non sarò più capace di vivere una vita vera; mi sembra di aver perduto ogni connotazione, ogni senso della realtà, della verità. Ecco che alla fine mi maledico e, dopo le mie notti passate a fantasticare, arrivano per me momenti di sobrietà che sono terribili. E intanto sento come intorno a meritoria e gira la folla avvolta da un vortice di vita, odo, vedo che la vita per loro non è stata preordinata, che la loro vita non si spezzerà come un sogno, come una visione, che la loro vita si rinnova eternamente, sempre eternamente giovane, e nessun’ora assomiglia all’altra, mentre la mia fantasia è triste, monotona fino alla volgarità, spaventata, schiava dell’ombra, del pensiero, schiava della prima nube che improvvisamente ottenebra il sole e ricolma di angoscia un autentico cuore pietroburghese che ama così tanto il suo sole. Già, quanti pensieri in quell’angoscia! Allora senti che la fantasia, quella inesauribile fantasia, alla fine si stanca, si esaurisce in quella tensione permanente perché maturata, abbandona gli ideali presognati: essi cadono il polvere, si spezzano in frammenti. Ma intanto l’anima chiede e desidera qualcosa di diverso… Invano il sognatore rovista nei suoi vecchi sogni, come fra la cenere, cercandovi una piccola scintilla per soffiarci sopra e riscaldare con il fuoco rinnovato il proprio cuore freddo, e far risorgere ciò che prima gli era così caro, che commuoveva la sua anima, che gli faceva ribollire il sangue, da strappargli le lacrime agli occhi, così, ingannandolo meravigliosamente.
[…] E ti ricordi che anche allora i sogni erano tristi, anche se la vita non era meglio, e tuttavia ti sembra che sia stata più facile e più tranquilla, come se quei pensieri cupi, che mi hanno assalito non fossero mai esistiti, e nemmeno quei rimorsi di coscienza, rimorsi tetri e tristi che né di giorno né di notte ti danno pace.E ti chiedi: “Dove sono i tuoi sogni?”, e scuotendo la testa dici: “Come volano in fretta glia anni!”. E di nuovo ti chiedi: “ Che cosa hai fatto con i tuoi anni? Dove hai sepolto il tuo tempo migliore? Hai vissuto o no?”.

da Le notti bianche

di Fëdor M. Dostoevskij

Ho voluto la mia solitudine…

Ho voluto la mia solitudine
sono senza amore, mentre, barbaro
o miseramente borghese, il mondo è pieno,
pieno d’amore…
e sono qui solo come un animale
senza nome: da nulla consacrato,
non appartenente a nessuno,
libero di una libertà che mi ha massacrato.

Pier Paolo Pasolini

Alla fine resta lì…

Alla fine resta lì un uomo in mutande e canottiera dalla barba mal tagliata che beve l’ennesimo caffé con l’ennesima sigaretta e gli occhi dalle borse della spesa che sa di buoni sconto del supermercato della vita a tutto per un euro e questa stupida finestra che guarda il mondo e riflette solo rughe stanche più del tempo e la pioggia che cade senza ritmo come una pancia che cresce e che si vorrebbe toccare ma si finisce solo per grattarla come una giornata qualunque che alla mattina vorresti finita…

Antonio Nazzaro

Il mio corpo è un marasma…

Il mio corpo è un marasma. E non posso più trovare scampo. Come l’animale che sente la propria morte, io sento la mia prendere posto nella vita, così forte da togliermi qualsiasi possibilità di combattere. […] Il mio corpo sta per lasciarmi, io fui sempre la sua preda. Preda ribelle, ma preda. So che ci annienteremo l’un l’altra, la lotta quindi non avrà stabilito alcun vincitore. Vana e perenne illusione di credere che il pensiero, essendo intatto, si possa distaccare da quest’altra materia fatta di carne. […] La vita fu crudele nell’essersi tanto accanita con me. Avrebbe dovuto distribuire meglio le sue carte. Mi toccò un gioco troppo cattivo. Un tarocco nero nel corpo.

Frida Kahlo

Ho chiuso gli occhi…

Ho chiuso gli occhi, per un attimo, e in quell’ attimo l’ ho rivista che mi sorrideva radiosa e mi diceva ti porto a vedere le stelle. Ho sperato di non riaprirli più, di morire accompagnato dal suo sorriso. Impossibile, troppa grazia, io vivo, nonostante tutto io vivo. Se è vero che i sogni aiutano a vivere allora io vivo perché il mio sogno è morire.

da Cosa ti aspetti da me?

di Lorenzo Licalzi