Di quello che ho nel cuore…

Di quello che ho nel cuore
parlo poco, mi frena la paura
e voglio e soffro e mi farà morire
la cosa che la lingua non sa dire.

Giovanni Raboni

Annunci

E anche di questo nuovo …

E anche di questo nuovo
vecchio dolore
farò tesoro

di questa nuova
conosciuta sofferenza
farò tesoro

e ancora una volta
tutto questo dolore
tutta questa sofferenza
non serviranno a nulla
non serviranno
a non farmi commettere
nuovi
vecchi
conosciuti errori

21/06/2015

La sopravvivenza…

La sopravvivenza
ha un prezzo molto alto

ha il prezzo della tua assenza
e dei dolorosi ricordi

Senza più tempo
che non sia attesa
stancamente trascino
queste ossa ricoperte

Mi ubriaco di solitudine
bevendo lacrime salate e amare

27/05/2014 – Amsterdam

Ho una solitudine…

Ho una solitudine
così affollata
così piena di nostalgie
e di volti di te
di congedi passati
o baci benvenuti
alla prima occasione
e in ultimo termine
ho una solitudine
così affollata
che posso organizzarla
come fosse un corteo
per colori
misure
e promesse
per epoche
per tatto
e per sapore …..
senza esitare
mi abbraccio alle tue assenze
che vengono e mi assistono
col mio volto di te
sono pieno di ombre
di notti e desideri
di molte risa e qualche
disappunto
i miei ospiti accorrono
giungono come sogni
con i loro rancori
l’assenza di purezza
io metto una scopa
dietro la porta
perché voglio stare solo
col mio volto di te
ma il volto di te
guarda da un’altra parte
con gli amorosi occhi
che non m’amano più
come viveri
che cercano la fame
guardano e guardano
e spengono il mio giorno
i muri se ne vanno
resta la notte
la nostalgia va via
non resta nulla
il mio volto di te
ormai chiude gli occhi
ed è una solitudine
tanto desolata.

Mario Benedetti

Ogni tanto le cala un piccolo velo sugli occhi…

Ogni tanto le cala un piccolo velo sugli occhi. É quando passa un ricordo, un piccolo fantasma, un angelo, quando affiora una rimembranza… Carlo lo sa com’è, basta un niente e si sente una spina, che diventa una lama di coltello, che diventa…

da Questa non è una canzone d’amore

di Alessandro Robecchi

Amore, Che cos’ho imparato sull’amore?…

Amore, Che cos’ho imparato sull’amore? Quello che ho imparato sulla’ amore è che l’amore esiste. O forse, più semplicemente, quello che ho imparato e imparo sull’amore è quello che racconto nei miei film. E cioè che non dimentichiamo mai le persone che abbiamo amato, perché rimangono sempre con noi;qualcosa le lega a noi in modo indissolubile, anche se non ci sono più.
Ho imparato che ci sono amori impossibili, amori incompiuti, amori che potevano essere e non sono stati. Ho imparato che è meglio una scia bruciante, anche se lascia una cicatrice: meglio l’incendio che un cuore d’inverno. Ho imparato, e in questo ha ragione mia madre, che è possibile amare due persone contemporaneamente. A volte succede: ed è inutile resistere, negare, o combattere.
Ho imparato che l’amore non è solo sesso: è molto di più. Ho imparato che l’amore non sa né leggere né scrivere. Che nei sentimenti siamo guidati da leggi misteriose, forse il destino o forse un miraggio, comunque qualcosa di imperscrutabile e inspiegabile. Perché, in fondo non esiste mai un motivo per cui ti innamori. Succede e basta. É un entrare nel mistero: bisogna superare il confine, varcare la soglia. E cercare di rimanerci in questo mistero, il più a lungo possibile.

da Rosso Istanbul

di Ferzan Ozpetek