Luce

Che vecchia emozione

mi hai fatto provare

una sensazione che volevo scordare

 

un brutto ricordo

che il mio cuor sa ferire

lei mi rinnega…

mi lascio morire

 

Sto piangendo,

si abbassa il morale,

ma io non riesco

io non voglio dimenticare

 

Qualcuno un giorno scrisse:

“La luce e’ bellezza e’ amore e’ potenza

non tutti hanno la luce ma, tutti possono trovarla”

 

Non sarei sincero

se dicessi che e’ vero

la mia luce e’conforto e speranza

ma lei mi rinnega

ed io ne ho abbastanza

 

Senza ascoltarmi rinnega il mio amore

cosi bella, cosi dolce

mi ha procurato un grande dolore

 

Amore e dolore

han lo stesso colore

ed e’ lui che mi provoca

un buco nel cuore

 

07/03/87 – Lodi

Verita’

Correre, saltare

che sensazione son riuscito a provare

solo stasera

con la luce nel cuore

sono riuscito a scordare il rancore

 

Verita’

nei tuoi occhi ho guardato

ed un brutto sogno mi son ricordato

tu sei la gioia

tu sei l’ amore

ma io ti vedo di un solo colore

il colore della mia sorte

ovvero la tanto sospirata morte.

 

Spero soltanto

tu possa donare

quella sensazione che mi hai fatto provare

 

Ormai son sfinito

l’ avevo gia’ detto

ti chiedo soltanto

fammi morir nel mio letto

 29/11/86 – Lodi

Fuggire

Fuggirei

lungo una strada

che vorrei mi conducesse

su una montagna…

dove ci sia qualcuno

che sappia come prendermi

sappia capire il mio umore

 

Fuggirei

lungo una strada

custodita da un animo docile, calmo

che sappia mantenere un patto…

un patto stipulato

magari con dolore

ma ai confini

della lealta’ e dell’ amore

 

Fuggirei

lungo quella via

senza ladri ne’ spie

magari custodita

da un gioco di magie

 24/04/86 – Lodi

 

Tristezza

Tristezza,

bianchi i tuoi capelli e lunga la tua barba

Tristezza,

vecchia ed ignobile creatura

 

Tristezza,

noi che non ti conosciamo

dobbiamo purtroppo accoglierti

senza poter reagire

nella nostra insulsa esistenza

 

Tristezza,

tu che nella vita porti sconforto

tu che molti induci al dolore

tu che niente porti nell’ animo

oltre ad un lurido e stupido sentimento di morte

 

Tristezza sadica,

nient’ altro aspetti

che poter far soffrire qualcuno

per una tua stupida sete di cattiveria

 12/11/85 – Lodi

 

Dove e’?

Dov’e’ quel bambino, che avevo pregato,

di non bestemmiare e di essere educato

l’ ho visto ieri fare il prepotente

con un nero insultando il signore…

 

Gli dissi che anche se diverso non era inferiore

ma lui lo ritiene cosi

solo per quel dannato diverso colore…

 

Non c’e’ piu’ quel bambino

che mi aveva promesso tanto amore,

che giurava di volermi bene ma che

non mi ha procurato nient’ altro che pene

 5/11/1984 – Lodi

 

Il pianista…

L’ immagine è nitida,il palco di un night…

       La moquette, la tappezzeria, le tende e tutto quello che c’è intorno è di un colore viola, come quello dei funerali.

 Al centro del palco un pianoforte a coda, completamente bianco, ed i tasti, su cui si poseranno a breve le sottili dita del pianista sono invertiti…i neri al posto dei bianchi e viceversa come una fotografia al negativo; forse anche il piano non e’ bianco ma il suo esatto contrario.

 Nel locale c’è puzza di fumo e alcolici, qui si può ancora fumare nei locali, specie in quelli di questo tipo.

 Un vociare sommesso fa da  sottofondo e da contorno al riflettore, che punta la sua luce rossastra su questo palco, ancora deserto, fino a quando entra il pianista…anche lui è vestito di bianco e nero o di nero e bianco, chissà, magro come la morte si siede un po’ a fatica, sembra provato…potrebbe avere sessant’ anni oppure quaranta… vissuti molto intensamente.

 Non saluta, fa solo un cenno con la testa e, con tutta la calma e l’ indifferenza che si possa immaginare si accende una sigaretta mentre beve un liquido marrone chiaro da un tumbler basso, presumibilmente whiskey… ad occhi chiusi… come se stesse raccogliendo le idee o le forze per iniziare… per continuare o per sopravvivere…

 E così trascorre qualche breve interminabile minuto, fino a quando si toglie la giacca rimanendo in gilet bianco e camicia nera, o viceversa, e finalmente quelle ossute dita si appoggiano ai tasti come se non sapessero fare altro, a parte reggere bicchieri e sigarette…

 E cosi le note la musica, l’ armonia mi portano a chiudere gli occhi, fino a quando anche la voce cupa e tenebrosa ed affascinante del pianista si allontana dolcemente fino quasi a scomparire… fino a quando scompare, davvero del tutto, fino a quando anche la musica scompare, fino a quando riapro gli occhi e la scena la vedo dall’ alto, nitida, ma è silenziosa…non sento alcuna musica, nessun rumore…

 Il mio corpo è riverso a terra, un cameriere mi sta facendo un massaggio cardiaco ma io non sento niente…io, non sono più …niente.

19/06/09 

 Colonna Sonora:

 “ Scivola vai via”   di Vinicio Capossela

 

 

albergo…da mezza pensione…

Situazione strana, in questo albergo da famiglie, tedeschi o coppie di vecchietti…un albergo da mezza pensione.

Come quell’ anno all’ Elba, mi ricordo, faceva ancora freddo, ma stavamo bene…in quell’ albergo…da mezza pensione.

28/06/09 Selva di Fasano

lucidita’ vs offuscamento…2…

Il bianco ed il nero, la vittoria e la sconfitta, la reazione e la sopraffazione…le due facce della stessa medaglia.

Stare bene in una condizione non abituale, quasi soddisfatto…sforzo fisico che tonifica, che appaga…impensabile…incredibile!…

ed è forse solo apparenza, ed è forse solo una condizione legata all’ impossibilità di fare altro, all’ essere obbligati ad essere sani, lucidi, purtuttavia con un cervello in continuo movimento…che pensa e ripensa, che macina milioni di pensieri e di parole ripetute, in silenzio, nei meandri della mente.

Come un sottile filo, che collega…la mente ed il cuore, il corpo e l’ anima, la gioia e la tristezza, l’ apatia e l’ enfasi…il giorno…alla notte.

10/05/09 

lucidita’ vs offuscamento…

É strana questa sensazione, devo dire piacevole…questa lucidità alla quale non sono più abituato.

Non la lucidità che contrasta la pazzia, per la quale non posso far nulla ma, la lucidità che contrasta l’ offuscamento della mente; che contrasta lo stato di confusione artificiale nel quale mi spingo , nel quale sprofondo spesso, forse troppo spesso e, ad onor del vero, a volte neanche troppo volentieri ma che sembra inevitabile, che sembra essere l’unica cosa che sono capace di fare in determinati periodi della mia vita.

Ed invece no, invece, questa lucidità ne è la prova…è questa voglia di fare, questo dedicarsi a mille cose o almeno a quelle che più mi interessano…è questo stare bene che mi sembra cosi strano e a tratti piacevole……che mi lascia stupito.

08/05/09 

 

di ritorno dalla Norvegia…

…e finisce cosi…una settimana strana fatta di sensazioni combattute, che non riesco a capire, che non riescono ad avere un ordine ed un nome nel mio cervello e nel mio cuore.

E’ una situazione dalla quale non riesco, o  forse, molto piu’ probabilmente, non voglio staccarmi.

Come se staccassi la spina al mio respiratore artificiale…alla macchina che mi tiene in vita.

11/04/09