Ci sono dolori che non hanno tempo…

…Ci sono dolori che non hanno tempo, immobili, enormi, mille volte piu’ forti della nostra capacita’ di soffrire, mille volte piu’ forti della nostra capacita’ di sopportarli. Dolori che restano li, inesorabili come pugnali nel cuore, dolori che non danno tregua, che ogni giorno si svegliano quando ci svegliamo e che di notte non ci fanno dormire. Vengono vinti soltanto dalla necessita’ fisiologica del sonno, ma non del tutto perche’ il dolore non dorme mai e spesso s’ impossessa dei sogni, e li trasforma in incubi, a volte, e a volte in inganni, bellissimi dolci inganni che si svelano ogni mattina e ci trafiggono ancora…e ancora e ancora.…

da Che cosa ti aspetti da me?

di Lorenzo Licalzi

l’ assenza…

“…l’ assenza e’ un male simile al passar del tempo…”

da Storie d’ amore e ombra

di Isabel Allende

Irene sarebbe stata sua…

…..Irene sarebbe stata sua perche’ cosi era scritto fin dall’ inizio del mondo. lei noto’ il mutamento del suo respiro, alzo’ il viso e lo guardo’. Nel tenue chiarore della luna ognuno indovino’ l’ amore negli occhi dell’ altro. La tiepida vicinanza di Irene avvolse Francisco come un manto misericordioso. Chiuse le palpebre e l’ attiro’ a se’ cercandole le labbra, aprendole in un bacio assoluto carico di promesse, sintesi di tutte le speranze, lungo, umido, caldo bacio, sfida alla morte, carezza, fuoco, sospiro, lamento, singhiozzo d’ amore. Le frugo’ la bocca, ne bevve la saliva, ne aspiro’ il respiro, pronto a prolungare quel momento sino alla fine dei suoi giorni, sconvolto dall’ uragano dei suoi sensi, sicuro di aver vissuto fino ad allora solo per quella notte stupenda in cui si sarebbe immerso per sempre nella piu’ profonda intimita’ di quella donna. Irene miele ed ombra, Irene carta di riso, pesca, spuma, ah Irene la spirale delle tue orecchie, l’ odore del tuo collo, le colombe delle tue mani, Irene, sentire questo amore questa passione che ci brucia nello stesso rogo, sognandoti da sveglio, desiderandoti addormentato, vita mia, donna mia, Irene mia. Non seppe che altro le disse, ne’ quanto lei sussurro’ in quel mormorio senza tregua, in quella sorgente di parole all’ orecchio, in quel fiume di gemiti e di ansiti, di chi fa l’ amore amando….[…]…Francisco sorrise in completa gioia, perche’ aveva trovato la donna inseguita nelle sue fantasie fin dall’ adolescenza e ricercata in ogni corpo per lunghi anni: l’ amica, la sorella, l’ amante, la compagna…[…]…Rimasero strettamente avvinti in tranquillo riposo, scoprendo l’ amore in pienezza, respirando e palpitando fino a quando l’ intimita’ non rinnovo’ il desiderio. Lei lo senti’ crescere di nuovo dentro di se’ e gli cerco le labbra in un interminabile bacio. Col cielo per testimone, graffiati dai sassi, coperti di polvere e di foglie secche schiacciate nel disordine dell’ amore, premiati da un interminabile ardore, da una travolgente passione, ruzzarono sotto la luna finche’ l’ anima non si dileguo’ fra sospiri e sudori e morirono, infine abbracciati, con le labbra unite, sognando lo stesso sogno. Avevano iniziato un inesorabile viaggio…

da  D’amore e ombra

di Isabel Allende

Aprire gli occhi, svegliarsi…

Aprire gli occhi, svegliarsi,

e sentirsi gia’ avvolti dalla tristezza,

come dalle coperte che ci scaldano.

 

Aprire gli occhi, svegliarsi,

e sentirsi stanchi, annoiati,

e sforzarsi e sperare

di poterli richiudere…

e riaddormentarsi…

per non sentire piu’ l’ ansia,

l’ angoscia,

di dover affrontare un altro giorno

fatto di ore che scorrono lente,

lente e silenziose,

come la solitudine di una vita,

senza piu’ gioia ne’ allegria,

senza piu’ niente…

 

Una vita che non ci piace

una vita che non ha sapore

e che eppure lascia, ogni giorno,

al risveglio come prima del sonno,

quel retrogusto amaro

della perdita, della sconfitta,

a cui non si sa’ reagire,

a cui non si vuole piu’ reagire.

 

E ci si lascia andare

e ci si lascia trasportare

come i tronchi, come i cadaveri,

dal fiume dei pensieri,

delle lacrime e dei ricordi

in attesa delle rapide,

del grande salto dove affogare,

in attesa, del mare dell’ oblio,

dove chiudere il sipario

di questa vita che non ha sapore

e che eppure lascia…

quel retrogusto amaro

 

04/10/09 – Piattaforma

L’ oblio…

L’ oblio

che mi porta lontano

verso spazi infiniti

verso spazi vuoti

da riempire

col fragore

dei miei ricordi…

 

27/09/09 – Pescara

Vista mare…

Vista mare,

la brezza,

il suono del vento e delle onde,

che si infrangono sugli scogli

 

il lento cambio di stagione

che lascia sempre

l’ amaro in bocca

 

27/09/09 – Pescara

F.D. Roosevelt

” La gente affamata e senza lavoro e’ la pasta di cui sono fatte le dittature”

Lacrime ormai fredde…

Lacrime ormai fredde

essicate sulla pelle

dall’ ultimo pianto…

dall’ ultimo respiro

 

25/09/09 – Pescara

Immaginare le vite altrui…

Immaginare le vite altrui

attraverso i suoni, le storie,

catturate per caso,

quasi involontariamente.

 

Focalizzare immagini

di una vita,

che non e’ la propria,

eppure farla tale

per un attimo,

per un istante

 

19/09/09 – Torricella di Magione

G.Orwell

“Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono piu’ uguali degi altri”