Mi sono sempre piaciute le stazioni…

Mi sono sempre piaciute le stazioni.

Immaginare le storie della gente, immaginare il perché dei loro viaggi, le destinazioni.
C’è chi parte per lavoro, chi per diletto, chi magari parte per andare incontro ad un amore e chi invece parte per scappare da un amore che non è più, chi per ricominciare una nuova vita, chi per tornare alla vecchia.

Mi piace immaginare anche le storie, anche quelle di disperazione di quelli che nelle stazioni ci vivono.

Le stazioni sono più vere degli aeroporti, sono più sincere… le stazioni, sono alla portata di tutti.

13/05/2013

Annientarsi…

Annientarsi
Annullarsi
ogni sera
Avvelenarsi
piano piano
giorno per giorno
nella speranza
di abbreviare i tempi

29/03/2012

Come un ramo secco…

Come un ramo secco
mi spezzo e cedo
cedo sotto il peso
della neve dei ricordi

Cedo e cado
cado e sbatto
e mi rompo in dieci cento mille
piccoli pezzi
che non si possono più
rimettere insieme

Cedo e cado
e mi sfracello al suolo
in attesa di essere portato via
in attesa di diventare polvere
in attesa di diventare cenere

04/03/2012 Cistierna – Spagna

Non c’è un limite…

Non c’è un limite al dolore, pensa Ida,non c’è fine, Faustino, e a me mi sembra di non avere più lacrime, le sembra, il dolore, una cassapanca di legno scuro riempita così tanto che non si chiude più.

da Dove finisce Roma

di Paola Soriga

Cosa ne sapete voi…

Cosa ne sapete voi
del mio malessere
della fatica che faccio
ad illudervi
a farvi credere che sto bene

Cosa ne sapete voi
del dolore che provo
del dolore che non molla
degli spilli
che ho piantati nel cuore
che mi trafiggono
ad ogni piccolo movimento

15/09/2011

Ora penso che non c’è niente…

Ora penso che non c’è niente da aspettare, così resto nella mia stanza, seduto su una sedia, e non faccio niente.

Penso che c’è una vita la fuori, ma in quella vita non succede niente.

Niente per me.

Per gli altri può darsi che accada qualcosa, è possibile, questo non mi interessa più.

Io sono qui, seduto su una sedia, a casa mia. Sogno un poco, ma non veramente.

Cosa potrei sognare?

Sono seduto qui, è tutto.

Non posso dire che sto bene, non è per il mio benessere che io resto qui, tutt’ altro.

Penso che non c’è niente di buono a restare qui, seduto, e che dovrò per forza alzarmi alla fine, più tardi.

Provo un vago senso di malessere a restare qui seduto, senza fare niente da ore o da giorni, non so.

Ma non trovo alcuna ragione d’alzarmi per fare una cosa qualsiasi.

Non vedo, assolutamente non vedo cosa potrei fare.

da Ieri

di Agota Kristof

Si incammina a trotto lento…

Si incammina a trotto lento.

Il passo in una direzione il desiderio nell’altra

Qui ha vissuto finora

Li sopravviverà

da Il sangue versato

di Âsa Larsson

Comme le voyageur…

Comme le voyageur qui navigue entre les îles de l’Archipel voit la buée lumineuse se lever vers le soir, et découvre peu à peu la ligne du rivage, je commence à apercevoir le profile de ma mort.

da Memoires d’Hadrien

di Marguerite Yourcenar

La mappa dei sentieri …

La mappa dei sentieri
di questa solitudine
che porta alla follia
è bagnata di lacrime
è una notte agitata
fatta d’ ansia e di sospiri
di pensieri raccolti
dentro un cesto di spine
a pungermi l’ anima
a raccogliere
brandelli di cuore
frammenti di vita

01/05/2011 – Pescara

È giunta l’ ora…

È giunta l’ ora
è arrivato il momento
dei nostri fantasmi

Ombre sorde volteggiano
lungo strade deserte
corpi vuoti
trascinano pesanti fardelli

Anime mute
urlano il silenzio
di ricordi
di amori passati
presenti, futuri

Sempre gli stessi
come orchi che fuggono
dalle caverne dell’ inconscio
si presentano nudi
a chiedere il conto
dei nostri errori

01/05/2011 – Pescara