Ti devo la vita
mi hai fatto crescere
capire mille cose
mi hai voluto e tenuto
al tuo fianco
mi hai saputo amare
01/09/08 – Gela
Ti devo la vita
mi hai fatto crescere
capire mille cose
mi hai voluto e tenuto
al tuo fianco
mi hai saputo amare
01/09/08 – Gela
Questo dolore
che produce pensieri
che si traduce in parole
che crea spine senza le rose
Come le foglie
portate dal vento
senza piu’ rami
a cui aggrapparsi
30/07/08 – Piattaforma
Fiumi di parole
di pensieri
come nuvole si scontrano
e allora tuoni,
lampi e fulmini
si scatenano sul mio cuore…
Lacrime…
come pioggia
e all’ orizzonte
ancora il nero
23/07/08 – Piattaforma
Vorrei spegnere
staccare la spina
arrestare questo flusso
questo turbinio di pensieri
vorrei spegnermi
per smettere di soffrire
12/07/08 – Pescara
Mi piacerebbe saper scrivere
saper dar sfogo alle emozioni
saper dar forma ai sogni
colore ai sentimenti
Ma scrivere non so’
ed il pensiero svanisce
25/01/05 – Scoglitti
E’ la strada piu’ tortuosa
quella che offre i migliori panorami
E’ solo dopo una lunga salita
che si puo’ godere
della vista piu’ bella
07/06/08 – Pescara
Le parole hanno un valore
che non si sa’ valutare
si fanno discorsi
si dicono cose
senza pero’ soffermarsi a pensare
che al loro arrivo posson ferire
che al loro arrivo posson far male
Piu’ d’ uno schiaffo
fa’ male una frase
che contiene parole
dette senza pensare
28/01/94 – Lodi
Sono triste, son depresso
la mia vita e’ solo un cesso
non ho niente in cui sperare
e mai niente son riuscito a fare
Se solo un po’ di coraggio
riuscissi a trovare io…
in testa mi vorrei sparare
neanche amor riesco ad avere
e le mie notti restan nere
Son artista sopraffatto
contro la vita io combatto
per compagna ho la morte
che difende la mia sorte
Avversaria e’ la mia vita
con la gioia mia nemica
martoriato da un fascismo che e’ regnante
sono io…
l’ unico schiavo sottostante
06/06/87 – Lodi
Correre, saltare
che sensazione son riuscito a provare
solo stasera
con la luce nel cuore
sono riuscito a scordare il rancore
Verita’
nei tuoi occhi ho guardato
ed un brutto sogno mi son ricordato
tu sei la gioia
tu sei l’ amore
ma io ti vedo di un solo colore
il colore della mia sorte
ovvero la tanto sospirata morte.
Spero soltanto
tu possa donare
quella sensazione che mi hai fatto provare
Ormai son sfinito
l’ avevo gia’ detto
ti chiedo soltanto
fammi morir nel mio letto
29/11/86 – Lodi
L’ immagine è nitida,il palco di un night…
La moquette, la tappezzeria, le tende e tutto quello che c’è intorno è di un colore viola, come quello dei funerali.
Al centro del palco un pianoforte a coda, completamente bianco, ed i tasti, su cui si poseranno a breve le sottili dita del pianista sono invertiti…i neri al posto dei bianchi e viceversa come una fotografia al negativo; forse anche il piano non e’ bianco ma il suo esatto contrario.
Nel locale c’è puzza di fumo e alcolici, qui si può ancora fumare nei locali, specie in quelli di questo tipo.
Un vociare sommesso fa da sottofondo e da contorno al riflettore, che punta la sua luce rossastra su questo palco, ancora deserto, fino a quando entra il pianista…anche lui è vestito di bianco e nero o di nero e bianco, chissà, magro come la morte si siede un po’ a fatica, sembra provato…potrebbe avere sessant’ anni oppure quaranta… vissuti molto intensamente.
Non saluta, fa solo un cenno con la testa e, con tutta la calma e l’ indifferenza che si possa immaginare si accende una sigaretta mentre beve un liquido marrone chiaro da un tumbler basso, presumibilmente whiskey… ad occhi chiusi… come se stesse raccogliendo le idee o le forze per iniziare… per continuare o per sopravvivere…
E così trascorre qualche breve interminabile minuto, fino a quando si toglie la giacca rimanendo in gilet bianco e camicia nera, o viceversa, e finalmente quelle ossute dita si appoggiano ai tasti come se non sapessero fare altro, a parte reggere bicchieri e sigarette…
E cosi le note la musica, l’ armonia mi portano a chiudere gli occhi, fino a quando anche la voce cupa e tenebrosa ed affascinante del pianista si allontana dolcemente fino quasi a scomparire… fino a quando scompare, davvero del tutto, fino a quando anche la musica scompare, fino a quando riapro gli occhi e la scena la vedo dall’ alto, nitida, ma è silenziosa…non sento alcuna musica, nessun rumore…
Il mio corpo è riverso a terra, un cameriere mi sta facendo un massaggio cardiaco ma io non sento niente…io, non sono più …niente.
19/06/09
Colonna Sonora:
“ Scivola vai via” di Vinicio Capossela