Sono l’uomo
delle promesse mancate
dei buoni propositi disillusi
Sono l’uomo che fugge
che scappa e si nasconde
Sono l’uomo che sbaglia
che piange e non si vergogna
Sono l’uomo
che non vorresti mai
04/03/2015
Sono l’uomo
delle promesse mancate
dei buoni propositi disillusi
Sono l’uomo che fugge
che scappa e si nasconde
Sono l’uomo che sbaglia
che piange e non si vergogna
Sono l’uomo
che non vorresti mai
04/03/2015
E sono qui
con i miei morti
e mangio e brindo
con bicchieri colmi di lacrime
calici pieni di dolore
riempiono questo tempo che passa
e che ci avvicina
e festeggio e festeggiamo
fino a quando
la realtà prende il sopravvento
e tutto torna come prima
31/12/2014 – Pescara
Viaggio d’inverno
su vagoni colmi
di profumi dozzinali
indossati da poveri
con vestiti della domenica
Profumi a coprire
odori, umori
provenienze e destinazioni
vestiti che coprono lividi
ferite dell’anima
vestiti che svelano attese
che urlano
speranze disattese
Viaggio d’inverno
su vagoni colmi
di cuori infranti
di vite rosicate
di vite al limite
21/12/2014
La conosci tu la solitudine?
Sì, quella dei poeti e degli impotenti.
La solitudine?
Quale solitudine?
Ma lo sai che non si è mai soli?
E che dovunque ci portiamo addosso
il peso del nostro passato e anche quello del nostro futuro?
Tutti quelli che abbiamo ucciso sono sempre con noi.
E fossero solo loro, poco male.
Ma ci sono anche quelli che abbiamo amato,
quelli che abbiamo amato e che ci hanno amato.
Il rimpianto,
il desiderio,
il disincanto e la dolcezza,
le puttane e la banda degli dei!
La solitudine risuona di denti che stridono,
chiasso, lamenti perduti…
se soltanto potessi godere la vera solitudine,
non questa mia solitudine infestata dai fantasmi,
ma quella vera,
fatta di silenzio e
tremore d’alberi.
Albert Camus
La armo io la tua mano
se mi prometti di farlo
Basta un colpo
magari due
per essere sicuri
La armo io la tua mano
e me ne assumo
ogni responsabilità
Sparami, liberami
liberati
da questo peso
dal mio peso
Togliti, toglimi
ogni pensiero
la armo io la tua mano
11/10/2014 – Pescara
Alla fine resta lì un uomo in mutande e canottiera dalla barba mal tagliata che beve l’ennesimo caffé con l’ennesima sigaretta e gli occhi dalle borse della spesa che sa di buoni sconto del supermercato della vita a tutto per un euro e questa stupida finestra che guarda il mondo e riflette solo rughe stanche più del tempo e la pioggia che cade senza ritmo come una pancia che cresce e che si vorrebbe toccare ma si finisce solo per grattarla come una giornata qualunque che alla mattina vorresti finita…
Antonio Nazzaro
La tua voce
La tua voce è oscura
di baci che non mi hai dato
di baci che non mi dai.
La notte è polvere di quest’esilio.
I tuoi baci appendono lune
che raggelano il mio cammino.
E tremo
sotto il sole.
Juan Gelman
Ti dico addio
e forse ti voglio ancora
forse non ti dimenticherò ma ti dico addio
Non so se mi amavi…non so se ti amavo…
forse ci siamo amati tanto noi due.
Questo amore triste , di passione e folle è cresciuto nella mia anima per amarti
Non so se ti ho amato molto…non so se ti ho amato poco
però so che non amerò mai così.
Mi rimane il tuo sorriso addormentata nel mio ricordo
il mio cuore mi dice che non ti dimenticherò
però, al rimanere solo, sapendo che ti perdo
forse comincio ad amarti di più come non mai.
Ti dico addio e forse con questo saluto
i miei bei sogni muoiono con me….
Però ti dico addio per tutta la vita
benché per tutta la vita continuerò a pensarti.
José Angel Buesa
Spero,
di averti lasciato qualcosa
di tutti questi miei pensieri
che si accavallano, si mischiano
si sovrappongono
Spero di averti lasciato qualcosa
qualcosa di più
del mio dolore
delle mie lacrime
Spero di averti lasciato qualcosa
che possa sopravvivere
al tempo alla pioggia
a tutto quello che non c’è più
Spero di averti lasciato qualcosa
che possa sopravvivere
alla mia assenza
25/01/2014
“L’illusione è rara” disse in tono gelido. “Si crea grazie alla complicità del caso. Le parole suggeriscono, il resto è puro esercizio della fantasia. L’illusione non può confrontarsi con la realtà. Un attimo prima che si incontrino bisogna fare in modo di annullarsi, scomparire perché il ricordo sia incerto e di tutto quello che è accaduto rimanga solo una vaghissima percezione di piacere, di bellezza”.
da Il mondo non mi deve nulla
di Massimo Carlotto