La vita, l’ amore che, senza alcuna ragione, sragiona. La felicita’ che improvvisamente si trasforma in dramma.
da Il sole dei morenti
di Jean Claude Izzo
La vita, l’ amore che, senza alcuna ragione, sragiona. La felicita’ che improvvisamente si trasforma in dramma.
da Il sole dei morenti
di Jean Claude Izzo
Scegliete la vita
scegliete un lavoro
scegliete una carriera
scegliete la famiglia
scegliete un maxi televisore del cazzo
scegliete lavatrice, macchina, lettore cd ed apriscatole elettrici…
scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita
scegliete un mutuo ad interesse fisso
scegliete una prima casa
scegliete gli amici
scegliete una moda casual e le valigie in tinta
scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cazzo
scegliete il fai da te e chiedetevi chi cacchio siete la domenica mattina
scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare
alla fine scegliete di marcire…di tirare le cuoia in uno squallido ospizio ridotti a motivo di imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete pigliato per rimpiazzarvi…
scegliete un futuro…
scegliete la vita…
ma perche’ dovrei fare una cosa cosi….
io ho scelto di non scegliere la vita…
ho scelto qualcos’ altro…
le ragioni?
non ci sono ragioni, chi ha bisogno di ragioni
quando ha l’eroina…
*** *** ***
introduzione di Trainspotting
colonna sonora “Lust for Life” di Iggy Pop
…Ci sono dolori che non hanno tempo, immobili, enormi, mille volte piu’ forti della nostra capacita’ di soffrire, mille volte piu’ forti della nostra capacita’ di sopportarli. Dolori che restano li, inesorabili come pugnali nel cuore, dolori che non danno tregua, che ogni giorno si svegliano quando ci svegliamo e che di notte non ci fanno dormire. Vengono vinti soltanto dalla necessita’ fisiologica del sonno, ma non del tutto perche’ il dolore non dorme mai e spesso s’ impossessa dei sogni, e li trasforma in incubi, a volte, e a volte in inganni, bellissimi dolci inganni che si svelano ogni mattina e ci trafiggono ancora…e ancora e ancora.…
da Che cosa ti aspetti da me?
di Lorenzo Licalzi
…..Irene sarebbe stata sua perche’ cosi era scritto fin dall’ inizio del mondo. lei noto’ il mutamento del suo respiro, alzo’ il viso e lo guardo’. Nel tenue chiarore della luna ognuno indovino’ l’ amore negli occhi dell’ altro. La tiepida vicinanza di Irene avvolse Francisco come un manto misericordioso. Chiuse le palpebre e l’ attiro’ a se’ cercandole le labbra, aprendole in un bacio assoluto carico di promesse, sintesi di tutte le speranze, lungo, umido, caldo bacio, sfida alla morte, carezza, fuoco, sospiro, lamento, singhiozzo d’ amore. Le frugo’ la bocca, ne bevve la saliva, ne aspiro’ il respiro, pronto a prolungare quel momento sino alla fine dei suoi giorni, sconvolto dall’ uragano dei suoi sensi, sicuro di aver vissuto fino ad allora solo per quella notte stupenda in cui si sarebbe immerso per sempre nella piu’ profonda intimita’ di quella donna. Irene miele ed ombra, Irene carta di riso, pesca, spuma, ah Irene la spirale delle tue orecchie, l’ odore del tuo collo, le colombe delle tue mani, Irene, sentire questo amore questa passione che ci brucia nello stesso rogo, sognandoti da sveglio, desiderandoti addormentato, vita mia, donna mia, Irene mia. Non seppe che altro le disse, ne’ quanto lei sussurro’ in quel mormorio senza tregua, in quella sorgente di parole all’ orecchio, in quel fiume di gemiti e di ansiti, di chi fa l’ amore amando….[…]…Francisco sorrise in completa gioia, perche’ aveva trovato la donna inseguita nelle sue fantasie fin dall’ adolescenza e ricercata in ogni corpo per lunghi anni: l’ amica, la sorella, l’ amante, la compagna…[…]…Rimasero strettamente avvinti in tranquillo riposo, scoprendo l’ amore in pienezza, respirando e palpitando fino a quando l’ intimita’ non rinnovo’ il desiderio. Lei lo senti’ crescere di nuovo dentro di se’ e gli cerco le labbra in un interminabile bacio. Col cielo per testimone, graffiati dai sassi, coperti di polvere e di foglie secche schiacciate nel disordine dell’ amore, premiati da un interminabile ardore, da una travolgente passione, ruzzarono sotto la luna finche’ l’ anima non si dileguo’ fra sospiri e sudori e morirono, infine abbracciati, con le labbra unite, sognando lo stesso sogno. Avevano iniziato un inesorabile viaggio…
da D’amore e ombra
di Isabel Allende
…Gli arcobaleni di altri mondi hanno colori che non so’…