Il mio corpo è un marasma…

Il mio corpo è un marasma. E non posso più trovare scampo. Come l’animale che sente la propria morte, io sento la mia prendere posto nella vita, così forte da togliermi qualsiasi possibilità di combattere. […] Il mio corpo sta per lasciarmi, io fui sempre la sua preda. Preda ribelle, ma preda. So che ci annienteremo l’un l’altra, la lotta quindi non avrà stabilito alcun vincitore. Vana e perenne illusione di credere che il pensiero, essendo intatto, si possa distaccare da quest’altra materia fatta di carne. […] La vita fu crudele nell’essersi tanto accanita con me. Avrebbe dovuto distribuire meglio le sue carte. Mi toccò un gioco troppo cattivo. Un tarocco nero nel corpo.

Frida Kahlo

Su questa riva di mare…

Su questa riva di mare
come preso in una rete
sono racchiuso nelle piogge.
La bandiera bianca sull’albero.
Morire è facile
in queste piogge, mia rosa,
e anche attendere la morte…

da Poesie sulla morte
di Nazim Hikmet

Vento di tempesta…

Vento di tempesta
la bufera moltiplica
la mia solitudine

Si amplifica
come le raffiche del vento
che soffia impazza
strappa i rami

ma la solitudine
è una radice…

08/07/2014 – Capoliveri

Sei la mia ebbrezza…

Sei la mia ebbrezza
la mia ebbrezza non è passata
non posso farmela passare
non voglio farmela passare

la mia testa pesante
i miei ginocchi scorticati
i miei stracci inzaccherati

vado verso la luce che brilla e che si spegne
titubando cadendo rialzandomi.

da In esilio, Cracovia 1961

di Nazim Hikmet

Durante tutto il viaggio…

Durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me
non dico che fosse come la mia ombra
mi stava accanto anche nel buio
non dico che fosse come le mie mani e i miei piedi
quando si dorme si perdono le mani e i piedi
e io non perdevo la nostalgia nemmeno durante il sonno

durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me
non dico che fosse fame o sete o desiderio
del fresco nell’afa o del caldo nel gelo
era qualcosa che non può giungere a sazietà
non era gioia o tristezza non era legata
alle città alle nuvole alle canzoni ai ricordi
era in me e fuori di me

durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me
e del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia

da In esilio, Varsavia 1960

di Nazim Hikmet

In questa stagione calda penso a te…

In questa stagione calda penso a te
la tua nudità il tuo collo il tuo polso
il tuo piede sdraiato sul divano
come una rondine bianca
quello che mi dicevi

in questa stagione calda penso a te
non so che cosa penso di più
quello che vedevo con gli occhi
il tuo collo il tuo polso il tuo piede nudo
oppure quello che mi dicevi
donandoti a me

in questo calore giallo penso a te
in questo calore giallo in una stanza d’albergo
pensando a te
mi spoglio della mia solitudine
della mia solitudine che somiglia alla morte.

da In esilio, Berlino 1960

di Nazim Hikmet

La memoria è come un vetro…

La memoria è come un vetro, pensò. Quello che è sparito è ancora visibile, ma non possiamo più raggiungerlo. La morte stravolge, impedisce la conversazione, autorizza solo il silenzio.

da Il cinese

di Henning Mankell

Anima mia

Anima mia
chiudi gli occhi
piano piano
e come s’affonda nell’acqua
immergiti nel sonno
nuda e vestita di bianco
il più bello dei sogni
ti accoglierà

anima mia
chiudi gli occhi
piano piano
abbandonati come nell’arco delle mie braccia
nel tuo sonno non dimenticarmi
chiudi gli occhi piano piano
i tuoi occhi marroni
dove brucia una fiamma verde
amore mio

da Lettere dal carcere a Munevvér 1948

di Nazim Hikmet

Era un uomo solo…

Era un uomo solo. La sua solitudine era un abisso nel quale aveva paura, un giorno, di precipitare.
Un baratro di almeno quaranta metri, si diceva, per essere certo di morire se avesse deciso di buttarsi. […] Da sempre la solitudine era stata la sua seconda pelle. E Kristina Tacker non era solo sua moglie. Era anche l’invisibile coperchio che aveva messo a chiusura dell’abisso.

da Nel cuore profondo

di Henning Mankell

La sopravvivenza…

La sopravvivenza
ha un prezzo molto alto

ha il prezzo della tua assenza
e dei dolorosi ricordi

Senza più tempo
che non sia attesa
stancamente trascino
queste ossa ricoperte

Mi ubriaco di solitudine
bevendo lacrime salate e amare

27/05/2014 – Amsterdam