Praticare il rebetiko è un esercizio.

Praticare il rebetiko è un esercizio. Fa riscoprire gli strumenti di orientamento. Disporre di una buona penna. Arrotolarsi una sigaretta, accendersela. Distinguere tra cosa ti appartiene e cosa non ti appartiene. Rimanere in silenzio. Assentire col capo. Decidere. Infilare la giacca solo da una manica e l’altra tenerla appoggiata alla spalla come una carezza, come un abbraccio monco.

Solo che a bere e a fumare, a essere altrove si aprono crepe nel cuore. Consumare il rebetiko vuol dire rischiare. Si spalancano voragini. Ora come ora mi iniziano ad arrivare pesi. La vecchiaia dei miei, i miei destini mancati, la solitudine. É pericoloso sedersi ad ascoltare. Mettersi da soli a tiro di questa mareggiata. É una gioia che piega le gambe, che può farti cadere come un colosso di creta.

Domani mi vado a comprare scarpe e vestito per tutto quello che non sono stato.

 

da Tefteri

di Vinicio Capossela

È giunto il tramonto…

È giunto il tramonto e io sto chinato, marciando nella mia strada, il mio dolore mi sta facendo marcire. I miei capelli sono diventati grigi e il dolore si è conquistato la mia anima. Ha messo radici nella mia anima. Ogni giorno che passa va in pezzi la gioventù …

da Tefteri

di Vinicio Capossela