Amarti m’affatica…

Amarti m’affatica
Mi svuota dentro
Qualcosa che assomiglia al ridere nel pianto
Amarti m’affatica
Mi dà malinconia
Che vuoi farci: è la vita
È la vita, la mia

Amami ancora
Fallo dolcemente
Un anno un mese un’ora
Perdutamente

Amarti mi consola,
le notti bianche
Qualcosa che riempie
vecchie notti fumanti

Amarti mi consola,
mi dà allegria
Che vuoi farci è la vita
È la vita, la mia

Amami ancora,
Fallo dolcemente
Solo per un’ora
Perdutamente

Amami ancora
Fallo dolcemente
Solo per un’ora…
Perdutamente

Giovanni Lindo Ferretti

É l’alba. S’illumina il mondo…

É l’alba. S’illumina il mondo
come l’acqua che lascia cadere sul fondo
le sue impurità. E sei tu, all’improvviso
tu, mio amore, nel chiarore infinito
di fronte a me.

Giorno d’inverno, senza macchia, trasparente
come vetro. Addentare la polpa candida e sana
d’un frutto. Amarti, mia rosa, somiglia
all’aspirare l’aria in un bosco di pini.

Chi sa, forse non ci ameremmo tanto
se le nostre anime non si vedessero da lontano
non saremmo così vicini, chi sa,
se la sorte non ci avesse divisi.

É così, mio usignolo, tra te e me
c’è solo una differenza di grado:
tu hai le ali e non puoi volare
io ho le mani e non posso pensare.

Finito, dirà un giorno madre Natura
finito di ridere e piangere
e sarà ancora la vita immensa
che non vede non parla non pensa.

Istanbul 1933

di Nazim Hikmet