Dio non può giocare a dadi col mondo…

Dio non può giocare a dadi col mondo, diceva Einstein. Si sbagliava, ci gioca invece. Ai tempi di Einstein ci potevano essere ancora dei dubbi, oggi non più. E allora delle due l’ una: o Dio non esiste o esiste un Dio che consente al caso di agire all’ interno del Sistema perdendone di fatto il controllo. Perché il caso, se è davvero tale, non ha padroni. Mi sono chiesto perché, perché lo farebbe, e la sola risposta che mi sono dato è quella di un Dio che scopre nel caso l’ unico suo possibile strumento di conoscenza, che per noi significa libertà. Nemmeno Dio, infatti, può decidere quel che succederà al mondo se è il caso a dominarlo. Purchè lo lasci comunque libero di fare. Sempre. Non avrebbe senso altrimenti adoperarsi ogni tanto per correggere quello che sarebbe, a ben vedere, un progetto difettoso. Insomma, se Dio gioca a dadi col mondo non può farlo con dei dadi truccati. L’ unica risposta che mi sono dato, allora, è quella di un Dio che si è ritirato dalla Creazione e sta a guardare. E’ curioso, interessato, emotivamente partecipe, ma non sa come andrà a finire la Partita, neppure in quest’ angolo remoto del cosmo. Separandosi dalla Creazione e affidandosi al caso ha scelto di non sapere, di non interferire. Quale Dio altrimenti potrebbe vedere morire un bambino di cancro o di Aids e non far nulla? Quale Dio potrebbe permettere un’ infanzia fatta di radiazioni e di letti d’ ospedale, con i capelli radi e le vene fragili, o di fame dimenticata, con la pancia grossa e le mosche negli occhi, o di abbandono e di maltrattamenti, con i vestiti sporchi e i lividi sul corpo. […]

No, Dio non esiste, perché se esiste un Dio che consente il dolore del mondo come effetto collaterale della sua conoscenza – se pure la contropartita è la nostra libertà – è un Dio difficile da accettare, soprattutto per me, che ho pagato sulla mia pelle. E nessuno mi dica, invece, che l’ agire divino è inafferrabile e misterioso, che Dio sta al di là di tutte le idee di giustizia che possiamo avere su di Lui, perché non posso accettare neppure questo. Sono disposto, anche se con grande disagio, a sopportare la mia sofferenza, e quella degli altri, anche quando sembra accanirsi, ma non sono disposto ad accettare la sofferenza dei bambini nascondendomi dietro alle imperscrutabili motivazioni dell’ agire divino. […]

Ma forse chi soffre su questa terra ha diritto ad un’ eternità più vicino alla luce di Dio. E’ così? Una volta un prete mi ha detto che è così. Mentre mi disperavo davanti al corpo freddo di David mi ha detto che la sofferenza ha un valore che noi non possiamo razionalmente afferrare, che esiste un beneficio assicurato dal dolore grazie al quale a tutti coloro che hanno veramente sofferto nella vita sarà concesso un posto privilegiato nella auspicata eternità, una maggiore vicinanza alla Pienezza Divina. E allora? Anche se fosse così? Almeno fatemi scegliere!, perché io avrei preferito soffrire un pò meno su questa Terra e poi trastullarmi con un’ eternità un pò meno beata.No mi dispiace, io non ci casco, o Dio non interviene mai o interviene sempre, per tutti, ma visto che non interviene sempre, allora vuol dire che non interviene mai, oppure, come è molto logico pensare, che non c’è. Ce lo siamo inventato noi, prima della ruota, e si è rivelato molto più utile.

da Che cosa ti aspetti da me?

di Lorenzo LIcalzi

e sono rimasto solo…

[…]…e sono rimasto solo, di nuovo solo, definitivamente solo. E’ una strana sensazione, terribile e disperata, che ha un vantaggio, però: ti toglie del tutto la paura di morire, perchè ti sembra che tutto sia finito con l’ ultimo affetto che avevi e che non c’è più. Gli altri, il mondo intero, sono un film che guardi neppure troppo interessato, ma non è la tua vita, della tua vita ci sei rimasto solo tu. E così la vita in un mondo che non ti appartiene finisce per perdere tutto il valore che ha.

da Che cosa ti aspetti da me?

di Lorenzo Licalzi

che stupidi che siamo…

… che stupidi che siamo… quanti inviti respinti… quante, quante parole non dette… quanti sguardi non ricambiati…… Tante volte la vita ci passa accanto e noi non ce ne accorgiamo nemmeno……..

da Le fate ignoranti

di Ferzan Ozpetek

Non ho mai saputo parlare…

Non ho mai saputo parlare delle donne che ho amato. Volevo preservare quegli amori che erano in me. Raccontarli significava rievocare litigi, lacrime, porte sbattute. E le notti che seguono, con le lenzuola spiegazzate come il cuore. E non volevo. Volevo che i miei amori continuassero a vivere. Con la bellezza del primo sguardo. La passione della prima volta. La tenerezza del primo risveglio.

da Casino Totale 

di Jean Claude Izzo

Ci sarebbero voluti secoli…

Ci sarebbero voluti secoli per dire tutto quanto avrebbe voluto. Poteva riassumerlo in una parola in una frase. Mi dispiace. Ti amo. Ma non avevano piu’ tempo. O meglio, il tempo li aveva superati. Il futuro era dietro di loro. Davanti, c’ erano solo i ricordi. I rimpianti.

da Casino Totale

di Jean Claude Izzo

I ricordi di Rico sembravano cacciati via…

I ricordi di Rico sembravano cacciati via, respinti il piu’ lontano possibile. Dietro quella linea dell’ orizzonte, forse immaginaria, dove conta soltanto l’ istante presente. Nella sua mente fu un cielo azzurro. Un cielo da Mistral. Penso all’ amore. A quello che era stato l’ amore. Al piacere di amare. Alla tenerezza dei giorni. Alla delicatezza degli attimi. A tutto quello che voleva dire la felicita’ condivisa. A quella leggerezza sempre necessaria, indispensabile, delle parole, dei gesti. Dei pensieri.

da Il sole dei morenti

di Jean Claude Izzo

Aprendo e richiudendo…

Aprendo e richiudendo una porta dopo l’ altra, aveva sentito che la vita non era piu’ la vita. Che la vita lo stava abbandonando, semplicemente. Con il silenzio veniva la morte.

da Il sole dei morenti

di Jean Claude Izzo

La vita, l’ amore che…

La vita, l’ amore che, senza alcuna ragione, sragiona. La felicita’ che improvvisamente si trasforma in dramma.

da Il sole dei morenti

di Jean Claude Izzo

Tutto cio’ che e’ buono…

Tutto cio’ che e’ buono ha una durata esatta, deve finire al momento giusto se vogliamo che duri per sempre. Porto con me il sole, la tua musica, il tuo sangue; sarai ovunque io sia e in ogni momento…

da La bottega dei miracoli

di Jorge Amado

Trainspotting intro…….

Scegliete la vita

scegliete un lavoro

scegliete una carriera

scegliete la famiglia

scegliete un maxi televisore del cazzo

scegliete lavatrice, macchina, lettore cd ed apriscatole elettrici…

scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita

scegliete un mutuo ad interesse fisso

scegliete una prima casa

scegliete gli amici

scegliete una moda casual e le valigie in tinta

scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cazzo

scegliete il fai da te e chiedetevi chi cacchio siete la domenica mattina

scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare

alla fine scegliete di marcire…di tirare le cuoia in uno squallido ospizio ridotti a motivo di imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete pigliato per rimpiazzarvi…

scegliete un futuro…

scegliete la vita…

ma perche’ dovrei fare una cosa cosi….

io ho scelto di non scegliere la vita…

ho scelto qualcos’ altro…

le ragioni?

non ci sono ragioni, chi ha bisogno di ragioni

quando ha l’eroina…

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introduzione di Trainspotting

colonna sonora “Lust for Life” di Iggy Pop