A Katochora sull’ isola di Kythira

Spargerai queste mie ceneri

oltre il muro dell’ oblio

in balia del vento dei ricordi

lungo tramonti senza fine…

dove ho amato

e riso e pianto

dove e’ iniziato

e voglio finisca…

il mio canto

 

14/05/2010 – Lodi

I pensieri che volano…

I pensieri che volano

al di la della fantasia

al di sopra dell’ immaginazione

a ripercorrere sentieri

bagnati da una pioggia

leggera e costante

 

13/05/2010 – Lodi

Non ho mai saputo parlare…

Non ho mai saputo parlare delle donne che ho amato. Volevo preservare quegli amori che erano in me. Raccontarli significava rievocare litigi, lacrime, porte sbattute. E le notti che seguono, con le lenzuola spiegazzate come il cuore. E non volevo. Volevo che i miei amori continuassero a vivere. Con la bellezza del primo sguardo. La passione della prima volta. La tenerezza del primo risveglio.

da Casino Totale 

di Jean Claude Izzo

Non so piu’ ridere amor mio…

Non so piu’ ridere amor mio…

non so piu’ piangere ne’ piu’ gioire

una coltre

nera come la pece

mi ha rivestito

il cuore e l’ anima…

Sto spegnendo ogni speranza

ed ogni bella sensazione

in una palude di freddi pensieri

frastagliato contorno

di una maschera senza vita…

 

13/05/2010 – Lodi

Accomunati…

Accomunati

da un’ interminabile attesa

di fronte

allo stesso, profondo, infinito ignoto

non trovo forza

che per sperare

 

01/03/10 – Milano

Ci sarebbero voluti secoli…

Ci sarebbero voluti secoli per dire tutto quanto avrebbe voluto. Poteva riassumerlo in una parola in una frase. Mi dispiace. Ti amo. Ma non avevano piu’ tempo. O meglio, il tempo li aveva superati. Il futuro era dietro di loro. Davanti, c’ erano solo i ricordi. I rimpianti.

da Casino Totale

di Jean Claude Izzo

I ricordi di Rico sembravano cacciati via…

I ricordi di Rico sembravano cacciati via, respinti il piu’ lontano possibile. Dietro quella linea dell’ orizzonte, forse immaginaria, dove conta soltanto l’ istante presente. Nella sua mente fu un cielo azzurro. Un cielo da Mistral. Penso all’ amore. A quello che era stato l’ amore. Al piacere di amare. Alla tenerezza dei giorni. Alla delicatezza degli attimi. A tutto quello che voleva dire la felicita’ condivisa. A quella leggerezza sempre necessaria, indispensabile, delle parole, dei gesti. Dei pensieri.

da Il sole dei morenti

di Jean Claude Izzo