E cerco ancora
tracce di te
dei tuoi sorrisi
tra le foto di noi
e nei ricordi andati
E cerco ancora
tracce di te
del tuo profumo
nei cassetti pieni
di questa vita vuota
26/11/2016
E cerco ancora
tracce di te
dei tuoi sorrisi
tra le foto di noi
e nei ricordi andati
E cerco ancora
tracce di te
del tuo profumo
nei cassetti pieni
di questa vita vuota
26/11/2016
Quel che resta di noi
è un treno in corsa
una galleria che sbuca sul vuoto
è nebbia pesante
Quel che resta di noi
è pioggia di fiori
è vento tagliente
è un abisso di sogni infranti
Quel che resta di noi
è ciò che non si vede
è dolore profondo
è il silenzio dei respiri
è il buio di queste notti
19/11/2016
La mia notte non porta consiglio.
La mia notte pensa a te, come un sogno a occhi aperti.
Frida Kahlo
Ma io non voglio i cieli nuovi.
Voglio stare dove sono già stato.
Con te, tornare.
Quale immensa novità
tornare ancora,
ripetere, mai uguale,
quello stupore infinito.
Pedro Salinas
Amore
amore
dall’ombra
dal dolore
amore
ti sto chiamando
dal pozzo asfissiante del ricordo
senza niente che mi serva né ti aspetti
ti sto chiamando
amore
come al destino
come al sogno
alla pace
ti sto chiamando
con la voce
con il corpo
con la vita
con tutto quello che ho
e che non ho
con disperazione
con sete
con pianto
come se fosse aria
ed io mi affogassi
come se fosse luce
ed io morissi
Da una notte cieca
dall’oblio
da ore sbarrate
nello stare soli
senza lacrime né amore
ti sto chiamando
come alla morte
amore
come alla morte
Idea Vilariño
Scrivo il mio amore con l’inchiostro.
Tu mi hai dato la voce, io solo la apro al vento.
Tu dormi e io sogno. Sogno che sei lì,
dietro le parole
Homero Aridjis
Sarai la lama
che mi pianterò nel collo
Sarai il proiettile
che fermerà il mio cuore
Sei la mia gioia
il mio amore
il mio dolore
il mio tutto
il nulla
che mi rimane
03/07/2015
Ci si aggrappa alle speranze
come i ricordi ai sogni
La vita è un gioco
in cui si perde sempre
05/06/2015
E non dovete pensare che io abbia esagerato, per amor di Dio, non pensatelo proprio, Nasten’ka, perché a volte mi assalgono momenti di tale angoscia, di tale angoscia!… In quei momenti io comincio già a credere che non sarò più capace di vivere una vita vera; mi sembra di aver perduto ogni connotazione, ogni senso della realtà, della verità. Ecco che alla fine mi maledico e, dopo le mie notti passate a fantasticare, arrivano per me momenti di sobrietà che sono terribili. E intanto sento come intorno a meritoria e gira la folla avvolta da un vortice di vita, odo, vedo che la vita per loro non è stata preordinata, che la loro vita non si spezzerà come un sogno, come una visione, che la loro vita si rinnova eternamente, sempre eternamente giovane, e nessun’ora assomiglia all’altra, mentre la mia fantasia è triste, monotona fino alla volgarità, spaventata, schiava dell’ombra, del pensiero, schiava della prima nube che improvvisamente ottenebra il sole e ricolma di angoscia un autentico cuore pietroburghese che ama così tanto il suo sole. Già, quanti pensieri in quell’angoscia! Allora senti che la fantasia, quella inesauribile fantasia, alla fine si stanca, si esaurisce in quella tensione permanente perché maturata, abbandona gli ideali presognati: essi cadono il polvere, si spezzano in frammenti. Ma intanto l’anima chiede e desidera qualcosa di diverso… Invano il sognatore rovista nei suoi vecchi sogni, come fra la cenere, cercandovi una piccola scintilla per soffiarci sopra e riscaldare con il fuoco rinnovato il proprio cuore freddo, e far risorgere ciò che prima gli era così caro, che commuoveva la sua anima, che gli faceva ribollire il sangue, da strappargli le lacrime agli occhi, così, ingannandolo meravigliosamente.
[…] E ti ricordi che anche allora i sogni erano tristi, anche se la vita non era meglio, e tuttavia ti sembra che sia stata più facile e più tranquilla, come se quei pensieri cupi, che mi hanno assalito non fossero mai esistiti, e nemmeno quei rimorsi di coscienza, rimorsi tetri e tristi che né di giorno né di notte ti danno pace.E ti chiedi: “Dove sono i tuoi sogni?”, e scuotendo la testa dici: “Come volano in fretta glia anni!”. E di nuovo ti chiedi: “ Che cosa hai fatto con i tuoi anni? Dove hai sepolto il tuo tempo migliore? Hai vissuto o no?”.
da Le notti bianche
di Fëdor M. Dostoevskij
Avrò notizie di te
se penetro nel sole
nel magma dei vulcani
coglierò il tuo colore
ti cercherò
nel fondo degli abissi
nel mormorio del vento
ti ascolterò
adagiati sulla luna
ci parleremo
ci culleremo
nell’occhio del ciclone
perché
nel mondo dei miei
sogni
ti ho incontrato.
Paul Éluard