Mi duole la mente
dal tanto immaginarti qui,
al mio fianco.
Pablo Neruda
Mi duole la mente
dal tanto immaginarti qui,
al mio fianco.
Pablo Neruda
Vieni,
riposa qui.
Già si adagia
la notte
su letti stanchi di solitudine.
Sul tuo petto,
un altro inverno di nostalgie,
sul mio seno
un amore mai redento.
Troppo breve
il tempo di un addio,
troppo lungo
quello di un per sempre.
Olga Tamburini
Nebbia sei
che sale della terra
a riempire
ogni angolo
del corpo
a sospenderlo
nell’aria
Antonio Nazzaro
Vento di tempesta
la bufera moltiplica
la mia solitudine
Si amplifica
come le raffiche del vento
che soffia impazza
strappa i rami
ma la solitudine
è una radice…
08/07/2014 – Capoliveri
Sei la mia ebbrezza
la mia ebbrezza non è passata
non posso farmela passare
non voglio farmela passare
la mia testa pesante
i miei ginocchi scorticati
i miei stracci inzaccherati
vado verso la luce che brilla e che si spegne
titubando cadendo rialzandomi.
da In esilio, Cracovia 1961
di Nazim Hikmet
Durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me
non dico che fosse come la mia ombra
mi stava accanto anche nel buio
non dico che fosse come le mie mani e i miei piedi
quando si dorme si perdono le mani e i piedi
e io non perdevo la nostalgia nemmeno durante il sonno
durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me
non dico che fosse fame o sete o desiderio
del fresco nell’afa o del caldo nel gelo
era qualcosa che non può giungere a sazietà
non era gioia o tristezza non era legata
alle città alle nuvole alle canzoni ai ricordi
era in me e fuori di me
durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me
e del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia
da In esilio, Varsavia 1960
di Nazim Hikmet
In questa stagione calda penso a te
la tua nudità il tuo collo il tuo polso
il tuo piede sdraiato sul divano
come una rondine bianca
quello che mi dicevi
in questa stagione calda penso a te
non so che cosa penso di più
quello che vedevo con gli occhi
il tuo collo il tuo polso il tuo piede nudo
oppure quello che mi dicevi
donandoti a me
in questo calore giallo penso a te
in questo calore giallo in una stanza d’albergo
pensando a te
mi spoglio della mia solitudine
della mia solitudine che somiglia alla morte.
da In esilio, Berlino 1960
di Nazim Hikmet
Anima mia
chiudi gli occhi
piano piano
e come s’affonda nell’acqua
immergiti nel sonno
nuda e vestita di bianco
il più bello dei sogni
ti accoglierà
anima mia
chiudi gli occhi
piano piano
abbandonati come nell’arco delle mie braccia
nel tuo sonno non dimenticarmi
chiudi gli occhi piano piano
i tuoi occhi marroni
dove brucia una fiamma verde
amore mio
da Lettere dal carcere a Munevvér 1948
di Nazim Hikmet
La sopravvivenza
ha un prezzo molto alto
ha il prezzo della tua assenza
e dei dolorosi ricordi
Senza più tempo
che non sia attesa
stancamente trascino
queste ossa ricoperte
Mi ubriaco di solitudine
bevendo lacrime salate e amare
27/05/2014 – Amsterdam
Non c’è più gioia
non c’è più vita
non c’è speranza…
nessuna luce
in fondo al tunnel
Io resto qui
ad aspettare
seduto sul fondo
di questo mare
Io resto qui
ad aspettare
da questo abisso
non si risale
11/03/2014