La cosa più triste…

La cosa più triste

la cosa più grave

e’ il non avere la possibilità

di recuperare

Non riesco a pensare

di sopravvivere a te

di sopravvivere

alla morte di un amore

di questo amore

che non ho capito

che non ho apprezzato

che non ho avuto il tempo

di rendermi conto

che era…felicita’

 

20/12/2010 – Pescara

 

Sono stanco…

Sono stanco

stanco… stanco

di piangere

di soffrire

di vivere.

Io sono stanco

stanco davvero.

Purtroppo non so

cosa ci sia oltre la vita…

se dopo la morte 

ci sia qualcosa

quello che so

e’ che la speranza (dicono)

e’ l’ ultima a morire

… e allora…

quello che io spero

e’ di poterti raggiungere

ovunque tu sia

fosse anche solo

per un istante

fosse anche solo

per chiederti perdono

08/12/2010 – Pescara

Ci sono volte in cui …

Ci sono volte in cui

mi sembra non sia vero

in cui mi sembra 

che tutto si sia fermato

Come se tutto fosse come prima

come se nulla fosse successo 

come se nulla fosse cambiato.

Tutto prosegue.

Fino all’ attimo

in cui ti fermi

e ti rendi conto 

che la realtà e’ un’ altra

e che ci mette poco 

a vomitarti in faccia

come stanno le cose

a farti rendere conto 

che e’ tutta un’ illusione

e che la vita

non sara’ mai piu’

la stessa.

04/12/2010 – Pescara


Suoni rumori immagini…

Suoni rumori immagini

che si accalcano

che si sovrappongono

nella mia testa

una dopo l’ altra

una a fianco all’ altra

un insieme senza forma

una nube, un caos

di immagini suoni pensieri ricordi

27/10/2010 – Pescara

Dio non può giocare a dadi col mondo…

Dio non può giocare a dadi col mondo, diceva Einstein. Si sbagliava, ci gioca invece. Ai tempi di Einstein ci potevano essere ancora dei dubbi, oggi non più. E allora delle due l’ una: o Dio non esiste o esiste un Dio che consente al caso di agire all’ interno del Sistema perdendone di fatto il controllo. Perché il caso, se è davvero tale, non ha padroni. Mi sono chiesto perché, perché lo farebbe, e la sola risposta che mi sono dato è quella di un Dio che scopre nel caso l’ unico suo possibile strumento di conoscenza, che per noi significa libertà. Nemmeno Dio, infatti, può decidere quel che succederà al mondo se è il caso a dominarlo. Purchè lo lasci comunque libero di fare. Sempre. Non avrebbe senso altrimenti adoperarsi ogni tanto per correggere quello che sarebbe, a ben vedere, un progetto difettoso. Insomma, se Dio gioca a dadi col mondo non può farlo con dei dadi truccati. L’ unica risposta che mi sono dato, allora, è quella di un Dio che si è ritirato dalla Creazione e sta a guardare. E’ curioso, interessato, emotivamente partecipe, ma non sa come andrà a finire la Partita, neppure in quest’ angolo remoto del cosmo. Separandosi dalla Creazione e affidandosi al caso ha scelto di non sapere, di non interferire. Quale Dio altrimenti potrebbe vedere morire un bambino di cancro o di Aids e non far nulla? Quale Dio potrebbe permettere un’ infanzia fatta di radiazioni e di letti d’ ospedale, con i capelli radi e le vene fragili, o di fame dimenticata, con la pancia grossa e le mosche negli occhi, o di abbandono e di maltrattamenti, con i vestiti sporchi e i lividi sul corpo. […]

No, Dio non esiste, perché se esiste un Dio che consente il dolore del mondo come effetto collaterale della sua conoscenza – se pure la contropartita è la nostra libertà – è un Dio difficile da accettare, soprattutto per me, che ho pagato sulla mia pelle. E nessuno mi dica, invece, che l’ agire divino è inafferrabile e misterioso, che Dio sta al di là di tutte le idee di giustizia che possiamo avere su di Lui, perché non posso accettare neppure questo. Sono disposto, anche se con grande disagio, a sopportare la mia sofferenza, e quella degli altri, anche quando sembra accanirsi, ma non sono disposto ad accettare la sofferenza dei bambini nascondendomi dietro alle imperscrutabili motivazioni dell’ agire divino. […]

Ma forse chi soffre su questa terra ha diritto ad un’ eternità più vicino alla luce di Dio. E’ così? Una volta un prete mi ha detto che è così. Mentre mi disperavo davanti al corpo freddo di David mi ha detto che la sofferenza ha un valore che noi non possiamo razionalmente afferrare, che esiste un beneficio assicurato dal dolore grazie al quale a tutti coloro che hanno veramente sofferto nella vita sarà concesso un posto privilegiato nella auspicata eternità, una maggiore vicinanza alla Pienezza Divina. E allora? Anche se fosse così? Almeno fatemi scegliere!, perché io avrei preferito soffrire un pò meno su questa Terra e poi trastullarmi con un’ eternità un pò meno beata.No mi dispiace, io non ci casco, o Dio non interviene mai o interviene sempre, per tutti, ma visto che non interviene sempre, allora vuol dire che non interviene mai, oppure, come è molto logico pensare, che non c’è. Ce lo siamo inventato noi, prima della ruota, e si è rivelato molto più utile.

da Che cosa ti aspetti da me?

di Lorenzo LIcalzi

Solitudini che si incontrano…

Solitudini che si incontrano

che si incrociano

sui sentieri

di questa vita

come foglie che cadono

e si appoggiano

l’ una sull’ altra

fino a quando macerano

fino a quando marciscono

fino a quando spariscono

da questo mondo

da questa vita

 

22/10/2010 – Pescara


Dammi la forza…

Dammi la forza

amore mio

per superare questo dolore

almeno il tempo

strettamente necessario

per non causarne altro

e poi raggiungerti

ovunque sarai

17/09/2010 – Milano


Ti ho uccisa io…

Ti ho uccisa io

amore mio

e’ colpa mia

Ti ho uccisa io

con le mie mani

con i miei gesti

con le mie parole

ed i miei silenzi

Non ho piu’ niente

non sono piu’ niente

non mi resta che aspettare

per poterti raggiungere presto

14/09/2010 – Atene


Il rumore del tonfo…

Il rumore del tonfo

delle lacrime

sul fondo

del pozzo nero

che e’ diventato il mio cuore

sara’ la mia 

tortura cinese

Prezzo troppo piccolo

da pagare

per espiare

le mie colpe

14/09/2010 – Atene


La mia vita finisce qui…

La mia vita finisce qui…

mi trascinero’…

finche morte non ci avvicini…

13/09/2010 – Atene