Oltre il punto
di non ritorno
non riesco ancora
a smettere
di sognarti
25/01/2016
Oltre il punto
di non ritorno
non riesco ancora
a smettere
di sognarti
25/01/2016
La cosa che
mi infastidisce
mi irrita
mi innervosisce
mi fa arrabbiare
è constatare
con che facilità
ti sei dimenticata
di me
ma quello che
mi da ancora più fastidio
è la consapevolezza
di non riuscire
a fare altrettanto
21/01/2016
Dietro questo silenzio
c’è il tuo infinito
la tua bellezza
senza confini
vieni ancora da me
riempimi ancora la vita
proteggimi ancora
da me stesso
Non esistono ombrelli
per questa pioggia di lacrime
12/01/16
Il tuo sorriso d’amore
è stato inghiottito
da filari d’alberi
coperti di miele
e quella terra
gelata ed arida
che come il mio cuore
ancora lo chiede
resta in silenzio
ad attendere
nuove primavere
12/12/2015
Superfici fragili
come fogli di vetro
sottili
come il ghiaccio che ricopre
le pozzanghere del mondo
Dalle gole dell’anima
osservo
il mio vagare inconcludente
rasentando il baratro
che non produce suono
ma buio che acceca
09/11/2015
Sei la mia schiavitù sei la mia libertà
sei la mia carne che brucia
come la nuda carne delle notti d’estate
sei la mia patria
tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi
tu, alta e vittoriosa
sei la mia nostalgia
di saperti inaccessibile
nel momento stesso
in cui ti afferro
Nazim Hikmet
Ho eliminato tutto di te
Ho eliminato dalla vista
tutto ciò che era legato a te
Tutto quello
che mi ricordava
la tua presenza
la tua assenza
Non è servito a niente
non serve a niente
É dalla mia testa
è da quel posto
collegato al cuore
che non te ne vuoi andare
É dalla mia testa
è da quel posto
collegato al cuore
che non riesco a toglierti
ed è questo
il mio tormento
20/10/2015
Lo so. So che non incontrerò mai più niente né nessuno che m’ispiri alla passione. Lo sai, mettersi ad amare qualcuno, è un’impresa. Bisogna avere un’energia, una generosità, un accecamento…
C’è perfino un momento, al principio, in cui bisogna saltare un precipizio: se si riflette non lo si fa. Io so che non salterò mai più.
da La nausea
di Jean Paul Sartre
Con le stesse mani
con cui mi hai salvato
dall’affogare nel mare
dei miei fantasmi
delle mie angosce
delle mie paure
Con quelle mani
con le quali
mi hai riportato
alla vita alla luce
a sorridere ancora
a riveder le stelle
Con quelle stesse mani
mi hai spinto a fondo
impedendomi
di risalire
08/10/2015
“E quando tutti se ne andavano
e restavamo in due
tra bicchieri vuoti e portacenere sporchi,
com’era bello sapere che eri lì
come una corrente che ristagna,
sola con me sull’orlo della notte,
e che duravi, eri più che il tempo,
eri quella che non se ne andava
perché uno stesso cuscino
e uno stesso tepore
ci avrebbero chiamati di nuovo
a svegliare il nuovo giorno,
insieme, ridendo, spettinati”
di Julio Cortázar, “Dopo le feste”